Accademia Tiberina già Pontificia ricorda GIULIANO GOZI, Statista, Uomo di Legge, Storico, Accademico, Diplomatico di Fede

Accademia Tiberina già Pontificia ricorda GIULIANO GOZI, Statista, Uomo di Legge, Storico, Accademico, Diplomatico di Fede

GIULIANO GOZI - San Marino2San Marino, 16 gennaio 2015
Sessant’anni fa, il 18 gennaio 1955 si spegneva il Conte Avv. Gran Croce GIULIANO GOZI
Studente volontario nella I guerra mondiale a fianco dei “fratelli italiani”, pluridecorato dallo Stato Italiano, dalla Croce Rossa Italiana e dallo Stato di San Marino per i Suoi meriti e insignito dell’Argentea Cruce nel 1951, per l’Anno Santo, dal Vaticano.
Eletto il 30 aprile 1918, dal Consiglio Grande e Generale, Segretario di Stato per gli Affari Esteri, incarico che ricoprì per venticinque anni; Segretario di Stato agli Interni ad interim; cinque volte Capitano Reggente.
Eminente Statista, Uomo di Legge, Storico, Accademico, Diplomatico di Fede, firmò la Convenzione di Amicizia e Buon Vicinato con l’Italia, tuttora  vigente; diede impulso edilizio della città murata e dei castelli, imponendo ai progettisti l’utilizzo della pietra locale e il rispetto della tradizione, altresì decretando negli atti ufficiali l’indicazione dell’anno  “d.F.R” proprio per onorare e ricordare la fondazione della Sua cara Terra.
Aprì Consolati per i propri concittadini emigrati all’estero, mettendo altresì a rischio la propria vita e quella dei suoi famigliari per proteggere profughi e persone di religione ebraica.
Nominato Cittadino onorario di Arbe, Patria del Santo Fondatore e Protettore della Repubblica, consacrò la Sua vita al servizio della Patria da Lui tanta amata sino alla fine della Sua esistenza.
La Famiglia Lo ricorda con profonda ammirazione,  affetto e rimpianto.

GIULIANO GOZI - San Marino3San Marino, 18 gennaio 2015/1714 d.F.R

BIOGRAFIA GIULIANO GOZI- SINTESI
Giuliano Gozi, nato a San Marino il 7 agosto 1894 lasciò la vita terrena il 18 gennaio 1955, con un forte dolore, quello di essere stato tradito dai Suoi amici, ingiustamente incarcerato e esiliato, e volutamente ricordato da molti unicamente per aver vissuto un periodo alquanto turbinoso che imperversava non solo la vicina Italia, ma l’Europa tutta: il Fascismo, benchè quello sammarinese fosse autonomo, indipendente e non mise in pratica le leggi razziali emanate a San Marino nel 1942 e abrogate nel 1946.
Il Segretario di Stato Giuliano Gozi, unicamente per slancio umanitario e con diplomatica fermezza, mise a rischio la propria vita e quella dei propri famigliari dando protezione e asilo, alle tante famiglie ebree che si rifugiarono e vissero indisturbate nella Repubblica, offrendo in alcuni casi incarichi diplomatici presso sedi Consolari estere, per sfuggire alle persecuzioni in atto in Italia e in Europa.
GIULIANO GOZI - San Marino4E’ importante altresì ricordarLo nella veste di Tenente degli Alpini, quando, nonostante fosse sammarinese e studente universitario di Giurisprudenza all’Università di Bologna, sentì il dovere di affiancare i Fratelli Italiani, arruolandosi volontariamente alla guerra 1915-1918.
Questa Sua volontà patriottica si evince già con Marino Gozi, suo zio, che con amore garibaldino, combatté a Monterotondo e a Mentana.
Il Tenente degli Alpini , Giuliano Gozi, si aggiudicò una medaglia di bronzo al valore per “ prove di fermezza e di coraggio non ritirandosi che solamente a seguito di ordine superiore”, la Croce di Guerra, Medaglia della Guerra Europa, Medaglia d’onore all’Esercito e all’Armata, della Medaglia d’Argento della Rep. San Marino, Medaglia di benemerenza per i volontari della Guerra austriaca 1915-1918.
Gli fu conferita la Croce di Cavaliere di I Classe dell’ordine Militare la Fayette e di Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
Fu autorizzato di fregiarsi dell’Emblema Araldico dell’Istituto Nastro Azzurro tra i combattenti decorati al Valor Militare.
Quasi al termine della guerra, il Gozi viene chiamato, dall’Ospedale dov’era ricoverato in seguito a ferite di battaglia, a 24 anni, per insignirlo dell’incarico più lodevole, quello di Segretario di Stato degli Esteri che onorò per venticinque anni. Durante il Suo mandato ottenne altresì l’incarico ad interim di Segretario di Stato degli Interni e ricoprì la Suprema Magistratura, cinque volte.
Intraprese la professione legale dal 1920 al 1955; procuratore Legale del fisco, Giudice Conciliatore, Membro del Congresso dei Legali, Membro del Consiglio dei XII. Autore di scritti di carattere storico, politico, di diritto pubblico e cooperò alla stesura della Raccolta della Giurisprudenza Sammarinese e alla redazione della Raccolta delle Leggi e dei Decreti. Fu per quindici anni Presidente della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino.
Nel 1939, il Principe e Sovrano Consiglio dei LX e i Capitani Reggenti, concesse all’Avv. Giuliano Gozi, il Titolo di Conte, quale cittadino patrizio della Repubblica e Segretario di Stato, come segno di gratitudine e riconoscenza per il grande lavoro diplomatico offerto a favore della Patria.
Vittorio Scialoja durante un congresso giuridico presentò il Gozi ad un giurista estero come “ il rappresentante di uno dei più piccoli Stati del Mondo ma che potrebbe benissimo rappresentarne uno dei più grandi”.
Dal 1930 fu Membro dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra Italiana e Presidente dell’Associazione Volontari di Guerra Sammarinese. Inoltre fu insignito dei Diplomi di varie Associazioni combattentistiche: Socio Onorario delle Ass.ni Nazionali Mutilati ed Invalidi di Guerra di Rimini e Cesena; Medaglia commemorativa del VI Pellegrinaggio Nazionale a Caprera; Istituto Nastro Azzurro; Società Volontari Garibaldini di Rimini.
Giuliano Gozi come storico. Tra le opere di Giuliano Gozi, necessita ricordare, per avere una visione approfondita della cultura sammarinese: Antonio Onofri-Padre della Patria; Per l’inaugurazione del Monumento a Melchiorre Delfico; Il Monumento ai difensori della Libertà sammarinese nel 1739-1740; Frate Andrea e il Segno dell’Aquila a San Marino.
In ogni settore si dimostrò di vasta dottrina. Non possedeva una cultura giuridica e professionale comune, aveva il senso giuridico, il dovere, l’intuito di pochi.
Come non ricordare l’opera ingegneristica ancor oggi nel cuore di tanti sammarinesi, la Ferrovia Elettrica San Marino-Rimini, che grazie ad un accordo stipulato con l’Italia, San Marino ha potuto vantare nell’anno 1932; la Convenzione Italia – San Marino del 1939, ancora vigente; la creazione di Consolati nell’America del Nord per i cittadini emigrati sammarinesi ma anche per aiutare un Console ebreo, Enrico Garda, che perseguitato dalle leggi razziali emanate in Francia chiese nel 1940 al Segretario Gozi un incarico presso un Consolato dell’America del Nord; l’istituzione di una delegazione sammarinese presso la Santa Sede; lo sviluppo dei rapporti diplomatici tra San Marino e la Francia, la Germania, gli Stati Scandinavi, l’Inghilterra.
Anche Benito Mussolini, affascinato dalla sua versatilità culturale, dal suo talento e soprattutto dalla sua passione politica, l’avrebbe voluto a Roma al suo fianco, ma il Gozi, fedele e servitore della propria Patria, rifiutò più volte alle sue richieste.
Ricordiamo che è stato colui che ha voluto, a fianco di ogni data, la dicitura “d.F.R” proprio per onorare e ricordare la fondazione della Sua cara Terra. E l’amore per la Sua Terra e per il Santo Patrono, Marino, lo ha dimostrato con grande energia e prontezza quando il Cardinale Ildefonso Shuster mise in difficoltà la Repubblica di San Marino, affermando che le ossa ritrovate nella Basilica di Santo Stefano Maggiore a Milano erano del Santo Marino, quindi quelle custodite alla Pieve di San Marino a chi appartenevano? Il Gozi, con documentazioni precise riuscì a fermare questa assurda diffamazione e grazie alla pubblicazione “Le Ossa del Santo dalmata riposano nel maggior tempio della Repubblica da Lui iniziata” comprovò oltre l’errore del Cardinale, anche il Suo grande rispetto e Amore per la propria Terra.
Durante il Suo mandato, furono inoltre riorganizzate le finanze dello Stato mostrando negli anni della II guerra mondiale, un avanzo di bilancio, quale, proporzionalmente, forse nessuno Stato d’Europa aveva, predisponendo una apposita Legge per l’istituzione di un fondo di riserva in un primo tempo intoccabile, poi modificata con solo il Consiglio.
Grazie ad una politica equilibrata e lungimirante unitamente ad una forte rettitudine morale, fu l’inizio dello sviluppo edilizio della città murata e dei castelli. Il Gozi ne tracciò i nuovi profili, impose ai progettisti l’utilizzo della pietra locale e il rispetto della tradizione che ne diede l’aspetto gradito e accogliente, meta ancor oggi dei tanti turisti e premiato ultimamente con l’inserimento dello Stato nel Patrimonio dell’UNESCO.
Si devono a Giuliano Gozi opere edilizie tra cui il ripristino di varie strade, del Teatro Titano, di scuole, del busto dedicato a Giuseppe Garibaldi, dell’Ara dei Volontari, dell’Ospedale di Stato e tanto altro ancora.
Fu altresì Accademico dell’Accademia Internazionale Lettere e Scienze di Napoli, 1921; dell’Accademia Tiberina di Roma, 1926; Membro Onorario della The National Geographie Society, Usa, 1940; Socio Accademico della Rubiconia Accademia dei Filopatridi, 1941; Accademico alla Deputazione di Storia Patria Per L’ EMILIA E LA ROMAGNA, 1942.
Di rilevante importanza è aver onorato la Sua persona quale illustre cittadino sammarinese, con il titolo di Cittadino Onorario di Arbe , “che nella Sua qualità di Segretario di Stato il 1° Marzo 1919 inviava un messaggio al Presidente della Conferenza per la pace in Parigi, col voto che la Patria del Fondatore della Repubblica fosse aggregata al grande Regno d’Italia; ed il 6 agosto 1923, Capitano Reggente insieme con Filippo Mularoni, ricaduta l’isola in mano dei Serbi, riceveva in sacro deposito il Vessillo Tricolore che i Profughi Arbesiani affidavano alla Repubblica del Dalmata Marino.”
Investito altresì nel 1951, dall’Argentea Cruce dell’Anno Santo dal Vaticano.
Un Uomo e uno Statista quindi che merita un posto d’onore nel Giardino dei Giusti ma anche dei Grandi che hanno fatto la storia sammarinese, perché come affermò Luigi Pasquini . “il buon seme di galantuomini come lui» non vada disperso, ma vada «a vantaggio di governanti e governati».
Paola Barbara Gozi

Redazione Newsfood.com

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