Intervista esclusiva a Stefano D’Orazio – 50 anni Pooh

Intervista esclusiva a Stefano D’Orazio – 50 anni Pooh

 

Intervista esclusiva a Stefano D’Orazio di Mascia Maluta
La pubblicazione su Newsfood.com è autorizzata da Mascia Maluta
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Intervista esclusiva a Stefano D’Orazio
Pubblicata in anteprima su Pantelleria News il 8/3/16
Di Mascia Maluta

(L’ho incontrato a Milano, è impegnatissimo per i preparativi di tutte le tappe del nuovo concerto “Reunion – l’ultima notte insieme” e dei festeggiamenti per questo compleanno cinquantennale. Una festa che durerà un anno e che finirà il 31 dicembre con lo scioglimento definitivo del gruppo).

Siete il gruppo italiano dei record e anche adesso nel riunirvi per festeggiare le nozze d’oro, com’è nata l’idea?

L’idea è nata molto lontano, ogni volta che superavamo un triennio eravamo li pronti a riscriverne un altro e ci dicevamo “oh se andiamo avanti così qui festeggiamo il cinquantennale”. Allora era solo una battuta, ma l’idea dei cinquant’anni ci ha accompagnato per tutte le nostre tappe, anche se non sapevamo se ci saremmo arrivati vivi (ride – n.d.r.). Nel 2009 sono uscito dal gruppo, fortunatamente senza stress perché era semplicemente una mia esigenza di vita e non un logorio di rapporti piuttosto che motivi artistici. La mia scelta di andare a veder cos’altro c’era oltre al giardino incantato dei Pooh è stata difficile da metabolizzare, ma loro da amici non mi hanno compreso fino in fondo, ma hanno capito che per me era importante e mi hanno lasciato andare. Questo ci ha permesso di continuare ad avere fra noi rapporti alla grande, tanto che hanno sempre collaborato alle musiche dei miei musical ed il merito del successo di questi lavori è anche loro. Al traguardo della tappa del cinquantennale Red, Robi e Dodi hanno cominciato a dirmi ”oh qui dobbiamo fare una festa”. Ci sono arrivate un po’ di proposte, alcune esagerate, come due anni di festeggiamenti, altre da Anno Santo.
Secondo me doveva essere un saluto per festeggiare un compleanno speciale e poi i Pooh si sarebbero fermati. Così abbiamo cominciato a lavorare su un’idea che ci ha portato a programmare due grandi concerti in due posti dove non eravamo mai stati, come al San Siro e all’Olimpico, in un grande saluto che avrebbe concluso tutto. Invece, siccome abbiamo molta fortuna, è successo che appena lanciati i due eventi a Milano e Roma, la settimana successiva San Siro era già esaurito. La persona che con grande entusiasmo ha preso in carico questo progetto, Ferdinando Salzano, ci ha aperto una seconda data, che prima di Natale è andata esaurita. Volevamo aprire una terza data, ma lo stadio era già occupato e così anche a Roma. Con sempre più richieste e gente arrabbiata che ci voleva anche in altre città in Italia abbiamo aperto una data allo Stadio di Messina per dare la possibilità anche al Sud di venire a salutarci. Siamo andati come superospiti a Sanremo, abbiamo messo insieme tutti i nostri social, sono appena usciti i due remake di “Pensiero” e di “Noi due nel mondo e nell’anima” e alla fine ci hanno proposto di fare una data anche a  Verona, poi una seconda, già esaurite, un sacco di inviti all’estero che dovremo integrare con delle date nei Palasport delle città dove c’è già il tutto esaurito. Rifaremo quest’autunno Milano e Roma indoor e una serie di altri concerti in giro per il mondo, ma giuriamo che il 31  dicembre finirà tutto e che quest’anno “santo”, superiore ad ogni nostra aspettativa, si concluderà davvero.

Che cos’è per te l’amicizia, pensi davvero che si possa essere amici per sempre?

L’amicizia è un’alchimia speciale che ti porta ad avere delle coincidenze di vita stranissime, credo che noi Pooh siamo qualcosa di realmente irripetibile. Siamo di quattro, e adesso con il ritorno di Riccardo, di cinque città diverse, con cinque culture una diversa dall’altra, una un po’ più borghese, una un po’ più contadina, una più operaia, alla fine rappresentiamo uno spaccato dell’Italia e dimostriamo che si può stare bene insieme essendo profondamente diversi. Che le velleità di uno non fossero quelle dell’altro ci ha aiutato molto nell’arco di questi cinquant’anni, ognuno di noi si è assunto un ruolo e non è stato mai insidiato dagli altri. Chi aveva piacere e voglia di dedicarsi completamente alla musica, come Dodi, si è occupato degli arrangiamenti e nessuno di noi ha mai interferito sui suoi consigli. Per la parte manageriale io ho scritto un itinerario che è durato cinquant’anni. Anche se mi confrontavo puntualmente su tutto alla fine l’ultima parola era la mia, perché gli altri ritenevano che su questo fronte fossi quello più competente. Per i rapporti con la stampa Canzian, per la musica Facchinetti, la testa musicale del nostro gruppo, ogni volta che ci propone qualcosa, ci meraviglia a tal punto che nessuno ha mai trovato niente che non gli piacesse. Ecco questo è l’esempio di amicizia che mi sembra possa durare per sempre. Non abbiamo mai avuto screzi con velleità di stesse donne, nostro caso fortunatamente anche i gusti estetici non si sono sovrapposti mai e questo ci ha permesso di avere un’amicizia vera e completa che è andata al di la del nostro business. La nostra gioia di salire su un palco e di divertirci ci ha portato anche a sostenere investimenti pesanti. Ce li siamo potuti concedere perchè dal 76 ci siamo resi autonomi. Nessun discografico ci avrebbe concesso di spendere quello che noi abbiamo speso per i nostri tour, per i nostri dischi, per andare in giro per il mondo a vedere quello che succedeva. L’essere indipendenti ci ha permesso di fare sempre quello che volevamo, delle volte esagerando e facendo anche degli errori, che ci sono serviti per migliorare. Abbiamo voluto cavalcare sempre tutte le novità, come quando nell’anno che uscì l’album Aloha decidemmo che quello sarebbe stato il primo laser disc anche se in Italia ancora non c’erano i lettori. Innovativi, rischiando ma vincendo anche delle scommesse, perché il laser è stato il primo cd fatto in Europa. La macchina da fumo a mano che ci siamo inventati è diventato uno strumento di spettacolo, e quando nel 96 abbiamo messo una  traccia multimediale nel nostro album, ci dicevano che il nostro pubblico non avrebbe mai acceso un computer. Poi lentamente qualcuno un computer l’ha acceso e così via. Il nostro sito internet è stato premiato il primo anno dal Sole24ore  perché siamo stati i primi nel nostro settore, mentre tutti i discografici illuminati ci dicevano che internet dura un quarto d’ora. E così andando avanti a volte anche controcorrente, senza essere attaccati al denaro e chiederci sempre quanto costasse una cosa prima di comprarla, ci ha aiutato a continuare a dare priorità al nostro gruppo senza rovinare l’amicizia.

E’ difficile festeggiare quest’ anno fantastico, senza l’amaro in bocca della malinconia che il 31 dicembre la magia finirà per sempre?

Sì, è una cosa a cui pensiamo e in questo il più divertente è Riccardo che dice “mi avete richiamato per fare la “Reunion” ed è già finita”. C’è un motivo di fondo però che ci ha portato a condividere la nostra scelta, siamo convinti che visto che abbiamo avuto una carriera davvero fortunatissima e che abbiamo segnato la colonna sonora di tre barra quattro generazioni, abbiamo deciso di scendere dall’astronave mentre è nel pieno della funzione e non aspettare che vada via scoppiettando. Poi ognuno di noi potrà fare i suoi nuovi errori o smettere o quant’altro, però i Pooh finiscono per aria, mi auguro  lasciando un ricordo di grande affetto, energia e professionalità a chi ha vissuto con noi questa magia. Penso sia quello che ci stanno riconoscendo tutti e che scopriamo anche dalle radio e dai nuovi gruppi. Il giorno che abbiamo annunciato la nostra “Reunion”, Ferdinando della  Friends&Partner ha sentito tutti gli artisti italiani, che ci hanno mandato delle clip di auguri dimostrandoci un affetto enorme. Credo davvero che questa alchimia sia stata la nostra fortuna, perché siamo stati destinati a incontrarci e a creare qualcosa di speciale che è durato così a lungo. Qualcuno ci dice che non succederà mai più, perché due volte nello stesso millennio una coincidenza strana di questo tipo è davvero unica.

E dopo, per quanto riguarda Stefano D’Orazio, quali sono i nuovi progetti nel cassetto?

C’è un nuovo progetto, al quale ho già iniziato a lavorare e che ormai è pronto. L’ho dovuto sospendere l’anno scorso, perché nei preparativi di questa ricorrenza così speciale non aveva senso farmi concorrenza da solo. Ho preso solo un attimo per stare tranquillo e ho rimandato tutto. Adesso dobbiamo solo decidere quando nel prossimo anno sarà il momento per farlo uscire. E’ un musical inedito, che nasce da una storia cinematografica degli anni ottanta. Fausto Brizzi me l’ha proposto e mi ha chiesto di scriverne i testi e le musiche. Così ci ho provato e come spesso avviene quando scatta un progetto di questo tipo, con grande entusiasmo da parte di tutti, è piaciuto molto. Al momento è congelato tutto fino alla fine dell’anno, come la mia casa a Pantelleria, a cui telefono però tutti i giorni per sapere se c’è ancora o se il vento me l’ha portata via. Mi dicono che lei è li che aspetta, dopo la fine di questa bellissima storia, ancora una volta il mio ritorno.

Mascia Maluta
Newsfood.com

 

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Redazione Newsfood.com
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