Intervista verità: Luigi De Falco, a tu per tu con Luigino “Cuore Matto”

Intervista verità: Luigi De Falco, a tu per tu con Luigino “Cuore Matto”

A tu per tu con Luigino “Cuore Matto”.
Abbiamo incontrato Luigi De Falco, presidente del Gruppo H2biz, che ha appena effettuato degli investimenti in Argentina.
Ne è venuta fuori un’intervista fuori dai soliti schemi in linea con il carattere poliedrico del personaggio.

Da dove vogliamo partire?
 Partiamo dalla fine.

 Perché “Cuore Matto”?
E’ un soprannome che mi porto dietro da tempo. Credo che me l’abbiano assegnato i miei detrattori, ma non mi infastidisce. Anche nei soprannomi c’è sempre un fondo di verità.

Perché l’Argentina e perché adesso?
L’Argentina è un paese strategico per il Gruppo H2biz che ha sempre puntato su aree geografiche non scontate per espandersi. Adesso il paese è in grande difficoltà a causa del default tecnico dichiarato prima dell’estate e quindi è il momento giusto di investire.

Ma non è troppo rischioso farlo proprio adesso?

Bisogna investire quando c’è ancora la bufera, quando torna la calma calano anche i margini.

Quanto ha investito in Argentina?

Questo non glielo dico.



Cosa ha comprato me lo può dire?

Una piattaforma logistica a sud di Buenos Aires.

Cambiamo argomento. Lei opera anche nella moda col brand FashionBiz. Cosa pensa della moda?

Che sta diventando solo provocazione. Tra poco basterà mettersi una maglietta strappata addosso per auto-definirsi stilista.

Che tipo di moda fa FashionBiz?

FashionBiz non produce moda, è un aggregatore di talenti, aiuta i giovani stilisti ad emergere.



Avete sfilato a Parigi e Milano, sono due piazze diverse?

Non per quello che facciamo noi e comunque col tempo le differenze tra Parigi e Milano si assottigliano sempre di più, la moda è globale per definizione.

Lei ha cominciato a lavorare in Borsa, a Milano. Cosa le ha dato la Borsa in termini di esperienza?

Tutto e niente. E’ stata una grande esperienza di vita, io ero poco più che un ragazzino. Mi ha insegnato il valore del denaro e il suo volto nero. Ho conosciuto gente incredibile e gente terrificante. Ma sono contento di non lavorare più in Borsa, non è nelle mie corde passare più di 10 minuti seduto a una scrivania. La gente pensa che fare il broker di borsa sia un mestiere fantastico e invece è di una noia mortale, sempre davanti a un monitor.

E’ stato difficile portare H2biz al punto in cui è adesso con oltre mezzo milione di iscritti in Italia e più di un milione nel mondo?
E’ stata una sfida avvincente, lo è tutti i giorni. Non cambierei H2biz neanche con la Coca Cola o la General Motors.
H2biz coordina, aggrega e intermedia business in tutti i settori e su tutti i mercati. Oggi è una cosa e domani può diventarne un’altra, non ha nessun limite operativo. E’ una specie di azienda ad assetto variabile, non ci si annoia mai.

Cambiamo argomento. Lei è sposato con una bellissima donna. Cosa pensa della famiglia?

La famiglia rappresenta il 70% degli obiettivi che contano nella vita. E’ la cosa più importante di tutti.

Mi dica le cose importanti della vita per lei?

Mio nonno diceva sempre che le cose che contano sono cinque: quando nasci, quando ti innamori, quando hai dei figli, quando i tuoi figli ti danno dei nipoti e quando muori. Il resto è solo un contorno. Io la penso esattamente come lui.

Lei è considerato un uomo spericolato, spesso border-line. Si ritrova in queste definizioni?

Mi ritrovo in tutte le definizioni che vogliono darmi. Non ho mai dato peso a quello che gli altri dicono di me.



Lei ha fondato una testata di approfondimento (“Outsider News”) e sta per lanciarne un’altra di sole buone notizie (“The Good News are not enough”). Come le è venuta quest’idea?

Non ho certo scoperto l’acqua calda. Credo che la gente abbia bisogno di esempi positivi e non sono d’accordo con quegli editori che sostengono che le buone notizie non fanno notizia. E’ una sfida, anzitutto al mercato editoriale. Sarà il tempo a decidere se la vincerò io o meno.

Lei ha un passato da pilota da corsa, sia nei rally che nelle barche offshore. Cosa le piaceva delle corse?

Mi piaceva tutto e quando posso torno sempre a correre con piacere. Adesso ho meno tempo e una moglie che non è proprio entusiasta dell’idea che io possa rischiare l’osso del collo la domenica.

Secondo lei cosa manca ai giovani di oggi per emergere?

Forse la determinazione e la voglia di mettersi in gioco, oltre ovviamente alle condizioni di mercato che in questo momento sono oggettivamente complicate. Conosco dei ragazzi fantastici che fanno cose meravigliose e ne conosco altri che credono ancora al mito del “posto fisso”. C’è di tutto in giro, ma non bisogna mai smettere di investire sui giovani.

Mi risulta che lei abbia fatto una lunga gavetta?

Da ragazzo ho fatto anche il cameriere a Londra per pagarmi gli studi. Ho fatto tante cose e ognuna di queste mi ha dato qualcosa. Penso che partire da zero ti aiuti a non dimenticare come possa finire. Sono contento di essere nato in una famiglia normale, con mezzi normali. Questo mi ha costretto a puntare solo su me stesso.

E’ vero che volevano istituire un premio a suo nome e lei ha bloccato l’iniziativa?

Si, a Tangeri, dove operiamo dal 2011 con H2biz, volevano fare una borsa di studio a mio nome. Mi hanno contattato e gli ho detto che i premi si assegnano solo alla Memoria mentre io sono ancora vivo e vegeto.

Da buon napoletano …

Da uomo che crede alla fortuna.

Lei ha fatto tante cose in tanti settori. Qual è la cosa più incredibile che ha mai fatto nella sua vita?

Guardare sempre avanti, lo faccio tutti i giorni da 38 anni.

Intervista pubblicata in esclusiva per L’Italia
su Newsfood.com
su espressa autorizzazione di Luigi De Falco

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Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

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