SIAN: l’olio italiano è più o meno tutelato?

SIAN: l’olio italiano è più o meno tutelato?

Ora che il SIAN e’ per tutti, tutelera’ finalmente o “affossera’ definitivamente l’Olio Italiano?

Oggetto: R: Newsfood.com___registro unico per tutelare il vero extravergine
Data: 19 febbraio 2014 17:51:18 CET
A: “‘Newsfood.com’”
(da: monocultivaroliveoil.blogspot.it/2014/02/ora-che-il-sian-e-per-tutti-tutelera.html su autorizzazione del Dott. Gino Celletti per Newsfood.com)

Dr Gino Celletti
Il registro SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) esiste gia’ da 2 anni ma solo per i frantoi, i commercianti di olio sfuso e i confezionatori, adesso invece si allarga a tutte le altre pedine dello scacchiere “olio da olive italiane”
I  nuovi aggiunti, obbligati al rispetto del SIAN, sono:  raffinerie, contoterzisti, sansifici, commercianti di olive, di sansa di olive e agli olivicoltori.
Mi verrebbe da dire subito che  aver inserito anche gli olivicoltori insieme alle raffinerie e ai sansifici la dice lunga sulla sensibilita’ e competenza del legislatore.
Ma via come si fa a non capire che per mestiere i primi allevano olive mentre i secondi usano l’esano?
Il disgusto con un forte senso di nausea mi stanno per sopraffare e allora per il momento lascio stare le spiegazioni sulle differenza che passano tra gli uni e gli altri, anche perche’ penso che anche i bambini delle elementari siano capaci di capirlo e non solo funzionari ministeriali altolocati e altopagati.

Prima di andare a capire se questo allargamento del SIAN aumentera’ la tutela del vero olio italiano, come mi si chiede, permettetemi di fare un flash-back sul perche’ queste nuove categorie non fossero state inserite prima al rispetto del SIAN
Se dovesse spiegarlo Grillo verrebbe fuori l’apoteosi, ma vien fuori un gran pasticcio anche se lo spiego io.
Il SIAN e’ in pratica il registro di tutti i movimenti di una partita d’olio nostrano e sottolineo nostrano, alla faccia di quello che le barzellette del New York Times fanno apparire, e cioe’ annota:
–          da quale regione italiana provengono le olive
–          da quali olive italiane proviene l’olio
–          chi e’ il padrone italiano delle olive
–          chi le frange
–          quando lo ha fatto
–          chi imbottiglia l’olio
–          quando lo ha imbottigliato
–          a chi lo vende
–          quando glielo ha venduto
–          se glielo rendono in dietro (tutto o in parte)
–          quando lo hanno reso
–          quanto ne hanno reso
–          ecc.
insomma da questo registro si sa tutto dell’impresa agricola italiana e di conseguenza  si sa tutto dei suoi affari.
L’accesso al SIAN e’ possibile a molti Enti (vedi sotto l’elenco), che come tali possono, senza limiti e senza controllo, non solo sapere tutto di quell’azienda italiana, ma possono anche trasferire le informazioni in esso contenute a chiunque, e Dio solo sa se in modo lecito o meno, dopo tutto chi glielo impedirebbe?
Certo e’ che i produttori di qualita’, quelli che hanno sempre puntato a produrre bene, da olive solo italiane, che hanno solcato per primi il mondo, che hanno per primi costruito il mercato estero,  si sono opposti a questo registro dalle maglie cosi larghe, perche’ evidentemente poteva e metteva in pericolo il loro commercio, non protetto affatto dallo spionaggio nazionale ed internazionale.
E’ chiaro che all’esordio questo registro, con tutti i rischi e pericoli sopra detti, non sia stato ben visto e non lo e’ stato soprattutto dai piu’ potenti e che di conseguenza ne avevano procrastinato l’applicazione alle loro imprese multinazionali.
Lascio pensare a ciascuno di noi se poi queste norme non siano state addirittura commissionate ad arte in questo modo, io mi limito a ricordare che Andreotti, grande esperto di affari di stato e di chiesa, soleva dire che “ a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina”.
Al  Sian possono accedere liberamente:

–      l’Ispettorato Repressione Frodi

–      il Corpo Forestale

–      i NAS

–      i funzionari del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MIPAF)

–      i presidenti / funzionari delle Regioni

a ma anche, e da qui il forte disappunto dei privati, al SIAN possono accedere anche Enti Privati come:

–      i presidenti / funzionari dei Consorzi Agrari

–      i presidenti / funzionari delle DOP

–      i presidenti / funzionari delle IGP

–      i presidenti / funzionari dei Parchi Tecnologici

–      i presidenti / funzionari di enti politici privati di tutela varia, via via nominati alla bisogna

insomma chiunque abbia serie intenzioni per indagare e “qualche amico tra gli amici”.

Al momento, sentendo i produttori esasperati dal dover sottostare a questa incombenza, che ha anche aggravato i costi aziendali con una persona in piu’ da dedicare alla gestione del SIAN, il risultato dell’attivazione del registro SIAN e’ stato solo quello di dare lavoro ai carrozzoni ministeriali e regionali. Nient’altro, senza nessun vantaggio per i produttori seri.

E allora tornando al titolo, quale potra’ essere la  risposta ?
Se vivessimo in un paese “etico” dove le norme una volta promulgate si applicano e si rispettano, da tutti,  in teoria mi verrebbe da dire di si ma, allora si dovrebbe eliminare tutto il CE 182/09  REGOLAMENTO (CE) N. 182/2009 DELLA COMMISSIONE  EUROPEA del 6 marzo 2009 che modifica il regolamento (CE) n. 1019/2002 relativo alle norme di commercializzazione dell’olio di oliva
o cambiarlo  profondamente almeno al punto 5 (testo rosso) relativo all’articolo 6 che dice:
5) l’articolo 6 è modificato come segue:
a) al paragrafo 1 è aggiunto il seguente terzo comma:
«Gli Stati membri possono vietare la produzione, sul loro
territorio, delle miscele di oli di oliva e di altri oli vegetali
di cui al primo comma per il consumo interno. Tuttavia
essi non possono vietare la commercializzazione, sul loro
territorio, delle suddette miscele di oli provenienti da altri
paesi, né vietare la produzione, sul loro territorio, di dette
miscele ai fini della commercializzazione in un altro Stato
membro o dell’esportazione.»

Qui ci dovrebbe essere scritto esattamente il contrario, se no i fessi restano sempre gli stessi e lo restano per legge ed il New York Times continuera’ a farci fare la parte dei buffoni nelle sue “incontestabili” vignette.  
Gino Celletti

Da: Notiziario A.S.A. 17/02/2014

Olio, arriva il registro unico per tutelare il vero extravergine italiano

Dopo molte truffe perpetrate nel comparto dell’olio di oliva, arriva il registro unico informativo per tracciare l’olio di oliva nazionale e garantire maggiore trasparenza e valore al vero extravergine made in Italy.
Le novità arrivano dall’applicazione del Regolamento di esecuzione Ue n. 299/2013 della Commissione del 26 marzo 2013 (che modifica il Reg. Cee 2568/91) che tutti gli stati membri sono tenuti ad osservare. Tale regolamento, recepito a livello nazionale con il Decreto numero 16059 del 23 dicembre 2013, prevede un rafforzamento dei controlli e dispone che dal 1° gennaio 2014 tutti coloro che producono, detengono o commercializzano olio di oliva e olio di sansa devono tenere un registro di carico e scarico in modalità telematica direttamente sul Sistema Informativo Agricolo Nazionale (Sian).
Le nuove disposizioni estendono gli obblighi relativi alla tenuta dei registri anche alle raffinerie, ai contoterzisti, ai sansifici, ai commercianti di olive, di sansa di olive e agli olivicoltori, che si aggiungono, quindi, agli operatori già previsti dalle precedenti norme: i frantoi, i commercianti di olio sfuso e i confezionatori. Per quanto riguarda le tipologie di prodotto, alle due categorie già previste dalle precedenti disposizioni normative, quali l’olio extravergine di oliva e l’olio di oliva vergine, l’obbligo di registrazione si estende anche  agli oli Dop e Igp, alla sansa di olive, all’olio lampante, all’olio di oliva raffinato, all’olio di oliva composto di oli di oliva raffinati e oli di oliva vergini, all’olio di sansa di oliva greggio, all’olio di sansa di oliva raffinato e all’ olio di sansa di oliva.
Dal 1° gennaio 2014 anche gli olivicoltori che detengono in azienda olio di oliva sfuso, derivante da olive proprie e destinato alla commercializzazione devono tenere un registro nel quale annotare i relativi carichi e scarichi. > 200 kg  Sono esentati solo gli olivicoltori che producono olio destinato esclusivamente all’autoconsumo, oppure quelli che detengono esclusivamente olio di oliva preconfezionato ed etichettato.
Gli operatori della filiera, oltre a detenere il registro di carico e scarico, devono iscriversi al Sian e devono costituire e aggiornare il fascicolo aziendale. Il sistema di registrazione consentirà di tracciare tutto l’olio di oliva prodotto e commercializzato sul territorio italiano, contribuendo a rafforzare la trasparenza del settore e la certezza di scelta che ad oggi mancano al consumatore.

Redazione Newsfood.com

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