Un quasi capolavoro: Dario Fontanella ed il gelato agli spaghetti

Un quasi capolavoro: Dario Fontanella ed il gelato agli spaghetti

Non mancò la creatività, mancarono i soldi. Così si può riassumere la storia di Dario Fontanella, emigrante italiano e maestro gelatiere ricco di fantasia. Alla sua
avventura è dedicato “Der Spaghetti-Eis-Mann”, (L’uomo del gelato agli spaghetti), articolo del “Financial Times Deutschland”.

La vicenda è ambientata nella Germania del Novecento, Paese tradizionalmente goloso del gelato italiano.

I primi maestri tricolori arrivano nell’Europa settentrionale a metà dell’Ottocento: sono lavoratori stagionali, che si fermano da primavera a fine autunno, ed offrono ai locali gelato,
diffuso al meridione ma praticamente sconosciuto nell’Europa settentrionale. Soprannominati Eisverkaüfer, gli esploratori del gusto conquistano le terre in cui viaggiano, diffondendo
l’italica cultura del gelato.

Ancora oggi, dalle sponde del Baltico alle foreste della Baviera, nelle città si possono trovare gelaterie italiane artigianali, memento del lavoro degli antichi maestri, ed il gelato
italiano ottiene un’approvazione totale.

Tra queste avanguardie del gusto vi è la famiglia Fontanella. Originari della val di Zoldo, nelle Dolomiti, i Fontanella arrivano in Germania nel 1932, trovando un Paese indebolito
economicamente e preda dell’instabilità politica, sfociata poi nel nazionalsocialismo. La famiglia non si perde d’animo e grazie al lavoro riesce ad impiantare la propria gelateria.

Anno di svolta è il 1969, quando Dario ha 17 anni. L’attività di famiglia va bene, ma il giovane cerca qualcosa per battere la concorrenza.

All’improvviso l’idea, il classico uovo di Colombo: i tedeschi amano i simboli alimentari dell’Italia, gelato e spaghetti. Perché allora non metterli insieme, creando un ibrido,
doppiamente italiano? Nasce così il gelato a forma di spaghetti, o spaghetto gelato: una coppa di vaniglia filiforme con sopra della fragola a imitare il pomodoro, e un po’ di pistacchio
a forma di foglie di basilico.
La creazione ha un successo travolgente ed immediato: ai tedeschi piace perché “Ha il sapore d’Italia”, e gli immigrati d’Italia lo consumano per motivi patriottici.

Tuttavia, Dario, per limiti economici, non pensa a brevettare la sua invenzione. Lucidamente, confessa il gelataio creativo: “Ci pensai, ma un brevetto costava 900 Deutsche markl e per me era
ancora una gran somma”. Così, per una somma relativamente modesta (140.000 lire dell’epoca), il signor Fontanella perde milioni: i concorrenti non si fanno problemi a copiare, ed oggi lo
spaghetto-gelato si può trovare in diverse forme.

Non si può dire che tutto sia finito male: oggi, il nostro gelataio-artista ha 45 sottoposti ed ogni anno produce 600 chili di gelati al giorno, feste natalizie comprese, in 120 gusti
diversi. Inoltre, la vena creativa non si è esaurita: l’ultimo frutto, un gelato al gusto albicocca ed al sapore di lavanda.

Forse, però, rimane un po’ d’amarezza per la storia del gelato a forma di spaghetti: un capolavoro mancato per una manciata di marchi.

FONTE: “Der Spaghetti-Eis-Mann”, FTD.de, 26/05/011

Matteo Clerici

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