Acqua frizzante fa male? Tutto quello che non sapete sulla CO2 – Consigli, domande e risposte

Acqua frizzante fa male? Tutto quello che non sapete sulla CO2 – Consigli, domande e risposte

L’acqua frizzante: tutto quello che non sapete

Approfondimenti a cura di Petra Schrott, Responsabile Marketing di Sodastream Italia

Petra Schrott, Responsabile Marketing di Sodastream Italia

Petra Schrott, Responsabile Marketing di Sodastream Italia

Qualche luogo comune da sfatare: domande e risposte

L’acqua gassata fa male?

Non esiste alcun tipo di conferma scientifica al fatto che l’acqua addizionata con anidride carbonica dia problemi all’organismo, al contrario presenta le stesse caratteristiche, proprietà e benefici dell’acqua naturale. La scelta di consumare o meno acqua frizzante è semplicemente una questione di gusti personali. Parlando invece nello specifico di bevande gasate, non è il gas contenuto che può dare problemi quanto la grande quantità di zuccheri presenti. In ogni circostanza l’importante è non abusarne.

L’acqua frizzante fa ingrassare? Ha più calorie dell’acqua naturale?

Nell’acqua frizzante, così come nell’acqua naturale, non ci sono calorie, principali responsabili dell’aumento di peso. L’acqua addizionata con anidride carbonica può essere quindi assunta tranquillamente nell’ambito di un regime dietetico ipocalorico, in quanto non solo non incrementa il senso di fame ma contribuisce alla percezione della sazietà da parte dell’organismo.

L’acqua frizzante gonfia la pancia?

All’anidride carbonica in passato sono state attribuite diverse “colpe”, soprattutto a carico del tratto gastro-intestinale. Questi luoghi comuni sono stati smentiti in particolare da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “Nutrition, Metabolism e Cardiovascular diseases”, che in Italia fa riferimento alla Società di Diabetologia e Malattie del Metabolismo. Viene confermato che l’anidride carbonica esercita una leggera azione stimolante sulla produzione gastrica di acido cloridrico, che può aiutare le persone che soffrono di digestione lenta. Anche in caso di reflusso esofageo non ci sono evidenze per ritenere che le bollicine promuovano o peggiorino il disturbo:  insomma, tranne casi particolari, sembra non ci siano motivi per privarsi del piacere dell’acqua frizzante.

L’acqua frizzante nella dieta può favorire l’effetto di sazietà?

 In pratica accade il contrario di quanto si crede, ovvero che l’acqua frizzante farebbe gonfiare la pancia e farebbe ingrassare. Il gas al contrario esercita una pressione in grado di favorire lo svuotamento dello stomaco e il transito di cibo nell’intestino.

L’acqua gassata ha controindicazioni?

In linea generale l’acqua frizzante può essere assunta da tutti, l’importante è, come tutte le cose, non esagerare con le quantità. Gli unici soggetti che dovrebbero limitarne l’assunzione sono coloro che soffrono di ipersecrezione acida e di gonfiore gastrico associato ad aerofagia. In questi casi l’acqua deve essere assunta a piccoli sorsi per non incrementare la quantità di gas inghiottito.

Altre informazioni e curiosità sull’acqua frizzante

L’acqua frizzante ridurrebbe il rischio cardiovascolare nelle donne in post menopausa: l’analisi, condotta da Stefanie Schoppen e pubblicata sul “The journal of nutrition” ha indagato gli effetti che l’acqua frizzante può avere sul rischio cardiovascolare nelle donne in post menopausa. Un campione di donne è stato invitato a bere un litro di acqua naturale al giorno per altri due mesi. Dopo aver bevuto acqua gasata è stato riscontrato nelle donne un calo del 6,8% del colesterolo totale, un calo del 14,8% del colesterolo LDL e un aumento del 14,8% del colesterolo “buono” HDL.

Una ricerca condotta dal Dipartimento di Nutrizione e Metabolismo del Consiglio Superiore delle Ricerche Scientifiche di Madrid ha rivelato che bere un litro di acqua minerale al giorno abbassa in modo significativo i livelli di colesterolo nel sangue. In particolare al termine della ricerca è emerso che l’acqua minerale frizzante aveva provocato nei pazienti un abbassamento del livello di colesterolo. In particolare i livelli di colesterolo LDL erano scesi mediamente del 15% mentre era salita del 9% la quantità del colesterolo HDL che protegge le arterie.

La presenza di anidride carbonica rende l’acqua frizzante più sicura da un punto di vista igienico per l’azione batteriostatica svolta dalla CO2.

L’acqua frizzante, se assunta a digiuno, tampona l’acidità gastrica.

L’acqua frizzante è utile per una buona digestione: grazie alla presenza di bollicine infatti tende a dilatare le papille gustative, favorendo una maggiore sensazione di freschezza. Sviluppa inoltre un particolare effetto sulle pareti gastriche: assunta prima dei pasti, smorza il senso della fame, favorendo l’assimilazione di minori quantità di cibo. Per questa specifica caratteristica l’acqua frizzante viene preferita dai soggetti che seguono un’alimentazione rigida e che vogliono perdere peso.

Se assimilata tra un pasto e l’altro, l’acqua frizzante stimola la secrezione dei succhi gastrici funzionali al processo digestivo. Grazie alla presenza di anidride carbonica, l’acqua frizzante risulta essere particolarmente indicata per quei soggetti che soffrono di problemi digestivi. In questo caso la funzione di anidride carbonica è di stimolare l’acido cloridrico che favorisce il processo digestivo.

Bevuta negli intervalli tra le portate, l’acqua frizzante rinfresca il palato, preparandolo ai vari passaggi tra un sapore e l’altro. Bevuto al posto di un caffé, un bicchiere di acqua frizzante può aiutare a contrastare il senso di stanchezza e affaticamento.

Acqua frizzante a casa? Sì, ma dal rubinetto

Sfatiamo un altro luogocomune: bere acqua del rubinetto fa male? Assolutamente no: l’acqua del rubinetto in Italia è buona e sicura. Eppure in Europa nessuno batte gli italiani in fatto di sfiducia nell’acqua pubblica, la quale in realtà è assolutamente ingiustificata. Lo dimostra una ricerca condotta per conto di Altroconsumo, realizzata prelevando 35 campioni di acqua da altrettante fontanelle pubbliche in tutti i capoluoghi di regione e in altri centri particolarmente popolosi.
Il risultato è stato chiaro: in Italia l’acqua del rubinetto è buona e di alta qualità. Pochi sanno che tutte le virtù dell’acqua decantate da molte pubblicità sono comuni a gran parte dell’acqua potabile di rubinetto, che per inciso è oligominerale nella grande maggioranza dei casi e non ha tutto il calcio e il sodio che si vuole far credere.

In particolare non bisogna dimenticare che per diversi parametri (come alluminio, vanadio e ferro) esistono limiti di legge vincolanti e stringenti per l’acqua del rubinetto, la quale è soggetta a parecchie restrizioni e controlli severi e frequenti. Si tratta di parametri fissati per tutelare la salute dei cittadini, il cui rispetto è certificato dalle ASL. Insomma, l’acqua del rubinetto, per la sua qualità, è un patrimonio prezioso da preservare.
La Commissione Europea a questo proposito ha imposto stop a tutte le deroghe del caso, costringendo di fatto gli acquedotti italiani a mettere in atto interventi mirati per rendere potabile e igienicamente sicura l’acqua consegnata ai cittadini. Così in molte regioni la situazione è progressivamente migliorata, a dimostrazione che la questione della non conformità dei valori ai parametri di qualità può essere affrontata e risolta con investimenti e interventi opportuni, senza ritardi.

Le acque potabili più apprezzate e sicure dal punto di vista igienico, e più ricche di minerali sono quelle provenienti da falde acquifere profonde, e in Italia il 70% delle acque potabili ha questa origine. Tuttavia, per sopperire ai crescenti bisogni di acqua potabile dei centri abitati più popolosi spesso si è costretti ad attingere a falde più superficiali, a fiumi e laghi. Per esempio l’acquedotto di Ferrara preleva acqua dal fiume Po, mentre quello di Como ha come principale fonte di approvvigionamento l’acqua del lago omonimo. Queste acque richiedono maggiori trattamenti per la loro depurazione e potabilizzazione, con l’aggiunta di cloro, il cui retrogusto tuttavia scompare rapidamente.

Le acque potabili migliori in Italia

Da un’indagine di Altroconsumo le città con le migliori acque potabili sono risultate essere Aosta, Ancona, Caserta e Perugia. Le altre acque con segno +:  Alessandria, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catania, Ferrara, Livorno, Palermo, Parma, Pavia, Pescara, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Trento, Trieste, Udine, Venezia.

Un consiglio importante: è sempre meglio consumare l’acqua del rubinetto (o delle casette dell’acqua) in giornata, senza fare scorte, in quanto bottiglie e caraffe, anche se ben lavate, non sono sterili. Si potrebbero infatti formare batteri in grado di deteriorare la qualità dell’acqua.

Articolo del 2 Giugno 2016 revisionato seo il 24 Luglio 2019

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