3 Ottobre 2007 – Le valutazioni, anche fortemente critiche, e spesso distorte, di cui è oggetto il cosiddetto condono agricolo richiedono qualche precisazione atta a chiarirne il
contesto, le motivazioni e gli effetti.

La ristrutturazione dei debiti contributivi pregressi – che è cosa diversa da un condono, in quanto operazione privatistica – deve essere valutata alla luce della situazione che si
è creata da molti anni nella gestione della previdenza agricola.

Una situazione che nessuno ha la cura di ricordare. Amnesia grave: perché la grande confusione che la contraddistingue per usare un eufemismo – è dovuta, in gran parte, ad errati
conteggi dei contributi dovuti da parte dell’Inps e al conseguente proliferare di un contenzioso che ha raggiunto dimensioni enormi.

Oggi, proprio grazie alla ristrutturazione, abbiamo la dimostrazione che le cartelle pazze, ripetutamente denunciate da Confagricoltura, non erano una invenzione, bensì un fenomeno
diffuso, che penalizza innanzitutto gli agricoltori, ma anche lo stesso sistema previdenziale degli agricoltori. Un sistema previdenziale che, finalmente, grazie agli interventi che vi si
stanno progressivamente apportando, si avvia ad acquisire gli irrinunciabili requisiti di efficienza, trasparenza e sostenibilità. Siamo insomma nelle condizioni di poter fare un punto e
a capo: ed evidentemente non può prescindere dal partire con il nuovo senza risolvere i problemi e le distorsioni che si sono stratificate negli anni.

La ristrutturazione rappresenta pertanto una utilità non solo per i singoli agricoltori interessati, ma per l’intero sistema; ed è significativo che, anche sul versante dell’Inps
– al di là delle contestazioni mosse all’operazione – un primario Advisor ne abbia dettagliatamente certificato la fattibilità.

Questi sono, in sintesi, i motivi per i quali Confagricoltura, insieme alle altre Organizzazioni agricole, ha sostenuto l’iniziativa assunta dal Pool di Banche e presta ogni possibile
assistenza agli interessati per aderire alla stessa e chiudere – in termini equilibrati le loro posizioni debitorie.

Non ci sfugge, come non è sfuggita anche al precedente governo che aveva predisposto un provvedimento di sanatoria rimasto inattivato per problemi di finanza pubblica, la valenza che
tale operazione avrà per l’intero settore finalmente in termini di chiusura di una epoca e di accelerazione della modernizzazione del sistema.