Dalle ricerche di mercato presentate oggi dalla Federdistribuzione alla tavola rotonda di Veronafiere su vino e Grande Distribuzione, scopriamo che sono in aumento solo i vini a denominazione
sopra i 5 euro, le bollicine italiane, e i vini a marca commerciale

La novità viene messa in evidenza da ben due ricerche di mercato presentate oggi a Vinitaly: le scelte sono infatti influenzate dalla finalità d’uso (vino “generico”da tavola,
vino pregiato da regalare o bere in buona compagnia. Non è un caso quindi, se le fasce di prezzo notevolmente in crescita nel 2011 sono due: quella economica, sotto i 3 euro, e quella da
5 euro in su. Trovabili tranquillamente nella grandi catene di distribuzione. 

Il 62,9 % degli italiani preferisce acquistare in supermercato (571 milioni di litri nel 2011), sia per la sua convenienza, ma anche perché trova un vasto assortimento di vino di
qualità, il 25% il produttore o la cantina, il 7,3% in Enoteca, il 5,1% in altri tipi di format (negozi, grossisti, vendita a domicilio e internet, agriturismo).
Ricerca ideata e condotta da Federdistribuzione, Unione Italiana Vini, Coop e Conad) e con l’evento B2B “Gdo Buyers’ Club” (cui hanno partecipato Carrefour, Pam, Billa, Despar, Unes, Interdis,
Agorà, Sisa e Gruppo Sun).

Nel canale della Gdo si scopre che le vendite di vino confezionato scendono dello 0,9% nel 2011 rispetto all’anno precedente: le uniche fasce di prezzo a crescere sono quelle delle bottiglie da
75cl sotto i 3 euro, dello 0,6% e quella superiore ai 5 euro con un +11,1%

“Complessivamente i volumi sono in calo e i valori in crescita, in linea con l’andamento dei consumi nel Paese – ha ribadito Virgilio Romano, curatore della indagine di SymphonyIRI Group – ed
anche i dati dei primi due mesi del 2012 evidenziano un marcato incremento dei prezzi, anche se è difficile dire quanto tutto ciò si ripercuoterà sulle vendite, essendo il
mercato del vino piuttosto atipico”.
Novità anche sui format delle bottiglie del vino: lieve flessione del magnum da un litro e mezzo, considerato da pic-nic Pasquale, ma in grande ascesa la bottiglia da 75cl sempre
più a misura di coppia, seppur con notevoli pregiudizi il brick tiene botta sostenuto da forti promozioni a volte anche a scapito della qualità.

Le cantine sollecitano la Grande Distribuzione ad avere un ruolo più attivo nel mercato del vino, “Abbiamo una situazione nuova, sia per i produttori che per i distributori – ha
affermato Lucio Mastroberardino, Presidente dell’Unione Italiana Vini – dopo l’eccesso di offerta, nei prossimi anni avremo un ritorno alla normalità, Un’ ottima occasione per costruire
qualcosa di nuovo per il Paese: filiera vino e distribuzione non più in contesa per strapparsi il margine, ma insieme per offrire al proprio cliente, il consumatore, non solo un
prodotto, ma un ‘valore’, sul quale si è deciso di investire insieme.

La ricerca di SymphonyIRI evidenzia come i vini esteri nei supermercati abbiano una quota di mercato piuttosto marginale con 16 milioni di euro venduti: la quota del vino francese è la
più grande (grazie allo champagne) raggiungendo lo 0,5%, segue il vino spagnolo (0,1%) e si fanno notare le buone performances dei vini portoghesi e cileni.

Molto interessanti sono le classifiche dei vini più venduti nel canale Gdo in Italia: Lambrusco, Sangiovese, Montepulciano d’Abruzzo, Nero d’Avola e Chianti. Diversi vini pregiati
entrano nella topo list dei vini con maggior tasso di crescita: Brunello di Montalcino, il Pecorino da Marche e Abruzzo, la Falangina, il Gavi, il Marzemino, il Rosso di Montalcino.

Antonio Chillemi
Newsfood.com