GUIDA ORO VERONELLI 2018,  C’E’!

5 MIGLIORI ASSAGGI E “SOLO” 10 SOLI. LI ASSAGGEREMO E NE DIREMO

di Giampietro Comolli

 

C’è crisi nelle guide dei vini, ristoranti, alberghi, osterie? Sembrerebbe di no, visto quante guide e guidine sono in circolazione, e quanti scrivono.

Blogger che diventano degustatori dopo essere stati impiegato all’Enel o esperto di cronaca in quotidiani, fatto un corso da sommelier ed ecco la guida, amici giornalisti “grigi” (per il colore dei capelli) che abbandonata la carta stampata fanno voli pindarici e archeotipici sul web ai vari livelli.

Eppure una amicizia e 1000 followers non si negano a nessuno. Ebbene in questo marasma (che non è un nuovo gusto o profumo di vino) ci accorgiamo che la cultura enoica storica e ampelografica del vino sta scemando, mentre i “giudicologi“ o i “guidaioli” aumentano, ma solo dalla parte dei promotori. Uno studio fedele di una società europea con sede in Austria conta circa 500 soggetti che “fanno i critici e giudicologi” dei vini italiani!

E i consumatori? Stando alle indiscrezioni, sempre meno acquistano liberamente una guida. Funziona invece il sistema quota associativa = guida compresa che almeno giustifica una tiratura di 30/45mila copie. Le restanti, per ognuna , non superano una tiratura di massimo tre zeri.

Cover Guida Oro I Vini di Veronelli 2018

La “GUIDA ORO DEI VINI VERONELLI 2018”
non solo c’è, ma è anche quella che forse riesce a compensare meglio i grandi vini, quelli che non sbagliano mai, con le novità, emergenti, e gli esordi. Sono state 16.137 le etichette assaggiate di 2.084 produttori nel 2017,  314 sono i super Tre Stelle, sono 28 i grandi esordi (sempre punteggio sopra i 94/100), sono 10 i SOLI, il riconoscimento più alto. “Solo 10”.

Oggi in Italia si beve molto bene, molto meglio di 20-40 anni fa; e questo è merito di uomini come Gino Veronelli, e qualche altro nel mondo dei Sommelier veri, di direttori di qualche vecchia testata-magazine cartacea…, ma poco d’altro.

 

I 10 Soli sono:
– Valle d’Aosta Petite Arvine 2016 dell’Institut Agricole Regional (Aosta),
– Barolo Ciabot Mentin 2012 di Clerico Domenico (Monforte d’Alba, Cuneo),
– Rossese di Dolceacqua Bricco Arcagna 2015 di Terre Bianche (Dolceacqua, Imperia),
– Vin de la Neu Vigneti delle Dolomiti Johanniter 2015 di Nicola Biasi (Predaia, Trento),
– Colli di Conegliano Refrontolo Stèfen 1624 2012 di De Stefani (Fossalta di Piave, Venezia),
– Arbis Blanc Venezia Giulia Bianco 2015 dell’azienda Borgo San Daniele (Cormons, Gorizia),
– La Pineta Toscana 2015 di Podere Monastero (Castellina in Chianti, Siena),
– Capri Bianco Scala Fenicia 2016 di Scala Fenicia (Capri, Napoli),
– Le Braci Salento Negroamaro 2010 prodotto da Vigneti e Cantine Garofano (Copertino, Lecce),
– Carignano del Sulcis Riserva Gavino 2014 della Cantina Vitivinicola Mesa (Sant’Anna Arresi, Carbonia-Iglesias).

E’ una guida molto fedele a se stessa, fortunatamente, che non ha mai seguito, in oltre 30 anni di vita, le mode. Sono orgoglioso di avere condiviso, apprezzato, partecipato negli anni, e tanti anni fa, alla cultura enoica “secondo Veronelli”, come dice oggi Andrea Bonini.

Migliore l’impostazione cartografica che aiuta a capire e abbinare cantina-comune. Bene e auguri ai  due nuovi curatori Piubello e Magnoli, ma soprattutto un grazie a Gigi Brozzoni che, per primo e sempre in pista, ha tenuto la barra dritta grazie anche a una grande capacità e intelligenza con sapiente differenza di ruoli e di compiti.

Il mio pensiero va anche a Gian Arturo Rota, vero amico, testimone e curatore per anni, depositario di una storia in vita e di una eredità difficile, quella di  Gino Veronelli. La guida è già in libreria, acquistabile

 

 

 

Giampietro Comolli

Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

 

 

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