Il Vinitaly tra glamour e curiosità

Verona – Vitigno Italia? Una garanzia di qualità, ma soprattutto di estro, e dagli stand di Vinitaly, in programma da domani al 7 aprile a Veronafiere, arriva la prova che la
fantasia è una costante tutta del Belpaese, con buona pace degli altri, si parte dalla sostenibilità ambientale, cavallo di battaglia di questa edizione del salone, con una
miriade di scelte responsabili dei produttori.

Ad esempio, seguendo la filosofia del riciclo, alla Fiera di Verona si assisterà alla più grande iniziativa italiana volta alla sensibilizzazione della raccolta dei tappi di
sughero, con decine di migliaia di tappi avviati dal Vinitaly al circolo virtuoso del riciclo. L’obiettivo dell’iniziativa di Rilegno (Conai), Amia Verona e Veronafiere è far partire una
catena ecologica contro lo spreco del sughero, che solo in Italia riguarda ogni anno un miliardo di tappi.

Scoprendo temi più femminili (tra l’altro in fiera l’Associazione Donne del Vino festeggia i vent’anni di attività), ecco la bottiglia che diventa borsetta: una «bottle
bag» vestita dal Gruppo Mariella Burani e indossata per l’occasione da modelle. Un altro esempio di creatività è quello di un blend di pinot nero/malvasia/riesling tanto
elegante da meritarsi un’etichetta in pelle. Ma l’importanza del packaging si esalta in uno spazio enorme, quello della Regione Lombardia, che addirittura è stato ‘impachettato’ con un
mega involucro lungo 235 metri e alto 9.
Dal concept si passa al concepimento, è il caso di dirlo, di una nuova azienda veronese che ha attrezzato il proprio stand come una nursery del reparto maternità. Dal vetro si
vedranno delle culle, ma al posto dei neonati ci saranno delle bottiglie. «Il progetto è appena nato – spiegano in una nota i produttori – e noi vogliamo far capire che i vini, per
diventare grandi hanno bisogno di tempo».

Non poteva poi mancare l’abbinamento eros e psiche, con la teoria di un’azienda biologica abruzzese secondo cui è scientificamente provato che il consumo del vino influenza la vita
sessuale. Meno originale, però, il finale della teoria: ‘mascolino’ il rosso, femminile il bianco e ? ambiguo il rosé. Ma a Vinitaly è tutto ammesso, compreso il vino
prodotto nella fortunata fiction ‘I Cesaroni’ che diventa realtà. Una trasposizione dallo schermo allo stand tutt’altro che impossibile soprattutto per un vino – sia bianco che rosso –
che si chiama ‘Senz’amarezza’.
Rimanendo su temi virtuali, ecco una manna per gli enoappassionati: il primo videogioco interattivo a punti per testare le proprie abilità di sommelier. Un wine game, realizzato
nientemeno che dall’Enoteca Italiana di Siena, che permette lunghe degustazioni virtuali senza il rischio di doversi poi mettere in macchina.
Ultimo capitolo, gli abbinamenti impossibili sulla carta, eccellenti nella pratica. È il caso dell”Amarone ai 4 angoli del mondo’: degustazioni guidate del famoso vino veronese con le
cucine provenienti da Estremo Oriente, Russia, India, Usa. Spazio anche per il dolce Recioto, che si sposa felice con il cioccolato fondente almeno quanto il gelato di qualità con i vini
da dessert, grazie alla prima ‘Carta dei gelati e dei vini’. Da non mangiare invece i cosmetici realizzati con il pignoletto, un autoctono dei colli bolognesi.

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