Il “nomade” che controlla e porta a spasso le sue arnie inseguendo le fioriture in tutta Italioa, si presenta a Milano per raccontare la sua “filosofia” sul perché di questo suo nomadismo. Chiariamo subito: non si tratta di uno schiavista che sfrutta il lavoro di milioni di operaie, ma dell’erede di una famiglia abruzzese che ancora oggi attraversa la storia del miele da protagonista.

Potremmo considerarla come la transumanza d’Abruzzo di un “pastore di api”. Le arnie di ADI Apicoltura sono circa 1.600, in inverno in ogni arnia ci sono circa 15-20.000 api in un semi-letargo ma quando sono in piena attività sono 50-60.000 le operaie al lavoro che portano alla regina il nettare dei fiori. Quindi ADI ha poco meno di cento milioni di operaie!

L’azienda ADI ha sede a Tornareccio, in Abruzzo, ed è sinonimo di apicoltura di qualità. La famiglia Iacovanelli, infatti, produce miele da 160 anni, tanto da essere conosciuta come “pionieri del miele italiano 100% biologico, grazie alla coerenza del metodo produttivo e al profondo rispetto della natura e delle api”, dice Piero Iacovanelli, erede di Giuseppe Antonio che cominciò a dedicarsi all’apicoltura nel 1858. Ogni suo erede ha lasciato tracce del proprio passato nel mondo dell’apicoltura, sino ad arrivare a Piero, amministratore dell’azienda di famiglia, l’ADI Apicoltura, che passerà alla storia del miele come l’uomo dell’innovazione. O meglio, colui che ha ideato “Le Esperienze”.

Infatti, l’apicoltore abruzzese ha pensato, almeno come abbiamo capito noi, di introdurre una sorta di cru del miele, trasportando le sue operaie in varie zone d’Italia nel periodo della fioritura … alla festa del rododendro, alla festa del tarassaco, in zone incontaminate dallo smog e dai pesticidi.

Con quale risultato? Che, adesso, accanto ai 1.500 quintali di miele che mediamente confeziona la Adi Apicoltura, ci sono anche 8.000 vasetti da 250 grammi che, per dirla con termini tipici del mondo del vino di altissima qualità, rappresentano dei cru provenienti da limitati territorio cioè, il terroir, dicono i francesi dei grandi vini.

Si tratta di un miele di altissima qualità e purezza, con grande rispondenza alle botaniche di riferimento anche per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche. Insomma, un miele 100% italiano e biologico, lavorato a freddo, che Iacovanelli ha potuto produrre migliorando il sistema del nomadismo – tecnica che ADI ha utilizzato fra i primi in Italia – che lascia le api, trasportati dagli apicoltori, libere di succhiare il nettare dei fiori in varie zone fra Calabria, Piemonte, Puglia, Lazio , a seconda dell’andamento stagionale delle fioriture.

Come abbiamo già accennato, si tratta di una produzione molto piccola, poco più di 8.000 vasetti da 250 grammi, che sono numerati e con in etichetta l’indicazione delle regioni italiane in cui avviene la raccolta.

Le botaniche selezionate per la loro purezza e caratteristiche organolettiche, sono tarassaco, rododendro, coriandolo e corbezzolo per produrre una nuova collezione di mieli che Iacovanelli ha voluto chiamare “Le Esperienze” e, cioè, 1.981 vasetti di tarassaco, 973 di rododendro, 3.452 di coriandolo (questo miele di ADI è stato premiato come il migliore d’Italia) e 1.997 di corbezzolo.

A completare la collezione c’è 70.30, cioè una crema di nocciole bio ottenuta solo da due ingredienti, 70% di miele e 30% di nocciole tostate biologiche Igp del Piemonte. Tutto presentato in eleganti confezioni a cilindro di cartone duro, che insieme al vasetto di miele, contiene anche un cestino coi fiori e foglie di botaniche succhiate dalle api.

Per la prima presentazione della collezione di mieli “Le Esperienze” è stata scelta Milano, con un percorso di degustazione con le diverse botaniche di miele proposte in abbinamento a una serie di piatti pensati ad hoc dallo chef Umberto Zanassi (polenta morbida con lardo di Arnad, castagne passate nel miele di corbezzolo e crumpie di parmigiano; filetto di orata in crosta di sesamo, verdure saltate all’olio di oliva extra vergine e miele di tarassaco; crespelle alle mele con miele di coriandolo) che ha pure illustrato i mieli rari che ha deciso di produrre ADI. In più, con questa collezione, ADI Apicoltura diventa sostenitrice ufficiale della Fondazione Slow Food per la biodiversità: “ad ogni barattolo venduto – annuncia Iacovanelli – corrisponderà una donazione di un euro a favore del progetto “Difendiamo le api”.

Scelte importanti per una grande azienda come Adi che con Le Esperienze vuole coinvolgere il consumatore finale nelle attività di salvaguardia del territorio, delle api e dell’ambiente e il desiderio di proporre al consumatore finale un prodotto di grande qualità. Che può essere acquistato anche attraverso l’e-shop www.adiapicoltura.it oppure sullo shop online di Lorenzo Vinci.

Piero Iacovanelli: ecco le mie rare “Esperienze”:
Corbezzolo:
il terroir di questo miele è la Sardegna che permette di avere un prodotto per estimatori del lavoro delle “operaie” di Iacovanelli. Dai profumi (sentori di edere e fondi di caffè, cuoio bruciato, peperone verde, fava di cacao, rabarbaro e genziana) e sapori (sensazioni di cicoria, foglia di tabacco bagnata, legno verde e radice amara) molto forti e persistenti, che ne fanno un miele adatto per l’abbinamento a cardi e carciofi oppure, per contrasto, a formaggi dolci e grassi.

Coriandolo:
è raccolto in Molise questo miele caldo e aromatico che può richiamare note di noce di cocco. Al palato è un miele pulito, fresco, che verso il finale lascia un gradevole e persistente sentore agrumato con sfumature che vanno dall’arancia al bergamotto. La pulizia e freschezza che si avverte in bocca, ne fanno un ottimo compagno di crostini con lardo di Colonnata, fave fresche accompagnate da pecorino piccante ma, anche, adatto al coniglio insaporito con curry.

Rododendro:
la raccolta del miele avviene in Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige. E’ un prodotto molto delicato, dall’odore etereo e leggermente pungente e ricorda il profumo della propoli, di anguria, di muschio e di fiori bianchi. Prevalente, all’assaggio, la sensazione di eleganza sostenuta da sapori di sciroppo di zucchero, di marmellata di frutti di bosco e toni vegetali. Si abbina perfettamente alla robiola di montagna ed anche con un battuto di gamberi in purezza impreziositi da germogli piccanti.

Tarassaco:
alla raccolta sono interessati Piemonte e Lombardia che permettono di ottenere un miele dai profumi (vin cotto, fiori essiccati, fieno bagnato, crosta di formaggio) e sapori (dal selvaggio agli infusi di camomilla, dalle spezie fresche alla vaniglia) molto intensi. E’ un miele che si abbina al meglio per contrasto e, quindi, per accompagnare formaggi dalla bassa sapidità ma che presentano gusto avvolgente come quelli di capra a pasta molle.

70,30:
è una chicca che abbiamo deciso di produrre per regalare ai nostri estimatori esperienze uniche anche in momenti più golosi: parole di Piero Iacovanelli. E, infatti, è fatta da miele di acacia biologico italiano (70%) e pasta di nocciole igp Piemonte biologiche (30%) che è perfetta da sola, magari spalmata su fette biscottate e, soprattutto, perfetta per l’alimentazione dei bambini grazie all’assenza di qualsiasi zucchero o ingrediente aggiunto. Una crema dal gusto suadente, elegante, non stucchevole e gustosa.

Che dire, a questo punto? Che “Le Esperienze” sono un’opportunità per il consumatore (un vasetto di questi mieli rari è un insieme di momenti unici, irripetibili visto anche i quantitativi prodotti, che permettono di scoprire quanto sia speciale il mondo dell’apicoltura) e per la natura mentre per l’azienda rappresentano solo la volontà di contribuire a salvaguardare la vita delle api e la salute della natura che ci circonda. Nonché a dimostrare come l’apicoltura è un’attività faticosa, difficile ma che regala anche grande soddisfazione se praticata in funzione della salvaguardia della terra.

Maria Pizzillo
Newsfood.com