Milano: Dal Re Panettone alla Regina Colomba – Con nozioni storiche

Milano: Dal Re Panettone alla Regina Colomba – Con nozioni storiche

Prima ha pensato al panettone, organizzando l’evento “Re Panettone”, selezionando i migliori maestri-pasticceri italiani. E, contribuendo a sostenere che il panettone è un dolce che va consumato tutto l’anno.

Due anni fa, lo stesso Porzio, ha incominciato ad interessarsi alla Colomba Pasquale, organizzando a Saint Vincent l’evento Dolce Primavera. Quest’anno, però, ha deciso di riportare alle origini anche la colomba pasquale e, quindi, a Milano, con l’assegnazione del premio Regina Colomba al miglior dolce prodotto in Italia.

Il premio sarà assegnato mercoledì sera, presso il Teatro Filodrammatici, a Milano, scegliendo il vincitore fra i dieci finalisti che la giuria presieduta dalla giornalista Fiammetta Fadda, ha già individuato fra i numerosi partecipanti a questo premio.
I finalisti scelti dalla giuria sono:

Emanuele Comi, Pasticceria Comi, di Missaglia (LC), www.pasticceriacomi.it;
Alessandro Dall’Alba, L’Ofelee, di Merate (LC);
Antonio Daloiso, Pasticceria Daloiso, di Barletta (BT), www.daloiso.it;
Michele Falcioni, Posillipo Dolce Officina, di Riccione (RN), www.posillipodolceofficina.com;
Gabriele Lolli, Belsito, di Serrone (FR), www.belsitoserrone.it;
Massimiliano Malafronte, Panificio Malafronte, di Gragnano (NA), www.malafronte.org;
Claudio Marcozzi, Pasticceria Picchio, di Loreto (AN), www.pasticceriapicchio.com;
Cristiano Pirani, Pasticceria Chocolat, di Ferrara;
Anna Sartori, Pasticceria Sartori, Erba (CO), www.pasticceriasartori.it;
Salvatore Varriale, Pasticceria Varriale, Napoli, www.pasticceriavarriale.it.

Sul palco del Filodrammatici, mercoledì sera salirà uno dei questi dieci provetti artigiani dell’arte della pasticceria, per ritirare il primo premio Regina Colomba.

E, sarà, un’ulteriore – già essere fra i finalisti è un bel traguardo – bella soddisfazione per il vincitore; nonché l’esaltazione di un altro dolce legato a festività religiose, e dalla straordinaria potenza simbolica per la sua forma e come simbolo di pace e di amore, nato a Milano.

Nella prima versione della storia della colomba, i fatti si sarebbero svolti a Pavia, ai tempi di re Alboino, nel 572, che teneva sotto assedio la città. I pavesi, per superare l’assedio, decisero di portare alla corte del re dei dolci a forma di colomba come segno di pace. Gesto di pace accettato, che sortì l’effetto di evitare il saccheggio della città e, addirittura la scelta come capitale del neonato regno.

I fatti della seconda leggenda accomunano San Colombano e la regina Teodolinda. Si narra che attorno al 610, in quella che era la capitale dei Longobardi, la regina Teodolinda avesse ospitato un gruppo di pellegrini irlandesi, guidati da San Colombano. La sovrana offrì agli ospiti carni di selvaggina, il santo declinò perché era periodo di Quaresima. Teodolinda e il marito Agilulfo interpretarono il rifiuto come un’offesa personale e fu allora che Colombano, benedicendo la selvaggina, la trasformò in bianche colombe di pane.

La terza leggenda riguardante la nascita della colomba, fa un salto di mezzo millennio perché risale alla battaglia di Legnano (1176), con la clamorosa vittoria dei Comuni della Lega Lombarda sull’Imperatore germanico Federico Barbarossa. Si narra che un condottiero del carroccio vide due colombi posarsi sopra le insegne della Lega, incuranti dell’avvicinarsi della battaglia. Per infondere coraggio ai suoi uomini, il condottiero fece confezionare dai cuochi dei pani a forma di colomba, a base di uova, farina e lievito.

 

Invece la colomba odierna è nata a Milano, negli anni Trenta, per merito di Dino Villani, pubblicitario mantovano che lavorava per Motta e, tra l’altro, è stato l’ideatore del concorso di bellezza che poi diventerà Miss Italia. Un giorno Villani, parlando con Angelo Motta, disse “perché non creiamo un dolce pasquale dalla ricetta molto simile per sfruttare gli impianti utilizzati per produrre il panettone?”. Nasce la colomba, firmata Motta e, poi, prodotta anche da altre aziende dolciarie.
Gli ingredienti della prima colomba (e sono rimasti più o meno gli stessi) erano molto semplici:
farina, acqua, latte e lievito per il primo impasto. Dopo la lievitazione di un paio di ore, si passa al secondo impasto, con l’aggiunta di zucchero e burro. Dopo un’ora e mezza di lievitazione, si passa al terzo impasto, aggiungendo uvetta, uova, sale, vaniglia e arance candite, e lasciare a lievitare per 16 ore. Dopodiché l’impasto si sistema nello stampo a forma di colomba. Si copre tutto con la glassa preparata con farina e amido di mais, albume, zucchero di canna, mandorle e, spesso, anche nocciole. Tutto da guarnire con mandorle e granella di zucchero e, infine, cuocere in forno.
Che dire? Buona Pasqua.

Maria Pizzillo
Newsfood.com

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