PANETTONE SENZA … una storia che viene da lontano

PANETTONE SENZA … una storia che viene da lontano

PANETTONE SENZA…

Magari … senza farina di frumento! … senza burro! … senza zucchero! … senza lattosio! … senza uova! … senza lievito … senza canditi! …

PANETTONE SENZA … una storia che viene da lontano

Si cominciò parecchio tempo fa con quei “panettoni” che, del dolce tradizionale (la cui composizione è oggetto di un apposito decreto) avevano la forma e poco altro.

Tanto è vero che, non più tardi dello scorso anno, il legislatore si è visto costretto ad emanare, in revisione del predetto decreto, uno specifico divieto:
«Salve le norme penali vigenti in materia di etichettatura e presentazione dei prodotti alimentari, le sanzioni previste per la pubblicità  ingannevole di cui al decreto legislativo n. 206/2005, si applicano a quei prodotti che, pur riportando denominazioni di vendita diverse da quelle stabilite nel decreto e non rispettando le caratteristiche di composizione quali-quantitative previste, utilizzano forme e modalità di presentazione identiche e confondibili con i prodotti disciplinati creando confusione nel consumatore».

Ci fu poi la querelle dei “senza glutine” che vide l’agguerrita pattuglia dei celiaci scagliarsi contro i, diciamo così, “puristi”.

Questi ultimi sostenevano, non senza ragione a dir la verità, che privare il panettone del suo primo ingrediente (dicasi “farina di frumento”) non aveva molto senso.
“Volete rovinare le feste ai nostri piccoli celiaci!” tuonavano i genitori, non tenendo conto del fatto che i fanciulli, se in età prescolare, difficilmente avrebbero dato importanza al nome del prodotto.

Ma tanto tuonò che piovve e così, sempre nella succitata revisione, venne stabilito che:
«1. I prodotti fabbricati in conformità al presente decreto, specificamente formulati per persone intolleranti al glutine, possono riportare le denominazioni riservate previste agli articoli 1, 2, 3, 4 purché in linea con quanto stabilito dal regolamento di esecuzione Unione europea n. 828/2014.
2. Per la sostituzione degli ingredienti apportatori di glutine nei prodotti di cui al comma precedente e’ consentito esclusivamente l’impiego di ingredienti tecnologicamente necessari a tale scopo.»;

Non sfugga l’utilità del comma 2, resosi necessario dalla presenza sul mercato (c’erano e ancora ci sono) di prodotti che, oltre alla farina di frumento sostituivano anche altro (un esempio per tutti: margarina al posto del burro), a testimonianza del fatto che la “creatività italica” non dorme mai.

E adesso domandiamoci, tanto per non farci mancare nulla, è lecito produrre panettoni “senza lattosio”?
Dato che il Ministero della Salute ammette l’indicazione “senza lattosio” per latti e prodotti lattiero-caseari, parrebbe sufficiente usare tali prodotti nel panettone per ottenere quanto desiderato.
O no?
Sta di fatto che, per quel che può valere, i panettoni senza lattosio sul mercato già ci sono.

 

Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare
Redazione Newsfood.com

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