Un’équipe di scienziati britannici ha iniziato a esplorare un lago antico nascosto sotto i ghiacci dell’Antartide per acquisire informazioni circa la vita sul nostro pianeta, il
cambiamento climatico e l’innalzamento futuro dei livelli del mare.

Il gruppo, che si è accampato in uno dei luoghi più remoti del pianeta, sta conducendo una serie di esperimenti sul lago ricoperto perennemente dai ghiacci. Gli studiosi sono
convinti che il sito possa custodire forme di vita uniche, che si sono dovute adattare all’oscurità totale, a livelli bassi di sostanze nutritive, a pressioni idriche elevate e
all’isolamento dall’atmosfera, protrattosi per centinaia di migliaia di anni.

Il glaciologo e capo del progetto, dottor Andy Smith, ha dichiarato: «Si tratta della prima fase di quello che riteniamo un progetto estremamente interessante. Sappiamo che il lago si
trova a 3,2 km al di sotto del ghiaccio, è lungo e stretto e ha una superficie di circa 18 km2. I primi risultati dei nostri esperimenti hanno mostrato che il lago è profondo 105
m, di conseguenza Lake Ellsworth può essere considerato un bacino di acque profonde e si rivela pertanto una meta ideale di missioni esplorative future tese a osservare la vita microbica
e a recuperare dati climatici passati.»

«Se l’indagine andrà a buon fine, la prossima fase consisterà nella costruzione di una sonda, nella perforazione per raggiungere il lago e nell’esplorazione e campionamento
dell’acqua lacustre. Il Regno Unito potrebbe raggiungere tale traguardo addirittura nel 2012/13», ha aggiunto.

L’esplorazione di Lake Ellsworth, un lago «subglaciale» che si trova nell’Antartide occidentale, coinvolge scienziati di 14 università e centri di ricerca britannici,
nonché colleghi di Belgio, Germania, Svezia, Cile, USA e Nuova Zelanda. Essendo parte di un piano per esplorare gli ambienti lacustri subglaciali antartici, il suo obiettivo è
capire come potrebbe funzionare la vita in un ambiente così unico ed estremo e misurare i dati climatici che potrebbero essere presenti nei sedimenti sul fondo del lago.

Il piano di ricerca è suddiviso in due fasi: la prima si propone di effettuare un’indagine geofisica del lago, la seconda vuole esplorare e campionare il lago, operazioni che potrebbero
essere condotte verso la fine del decennio.

Secondo il primo ricercatore del progetto International Polar Year, il professor Martin Siegert dell’Università di Edinburgo, «Lake Ellsworth ci interessa in modo particolare
perché potrebbe essere rimasto isolato dalla superficie per centinaia di migliaia di anni. Misurazioni radar effettuate in precedenza da rilevazioni aeree indicano che il lago è
collegato ad altri bacini che potrebbero trascinare nell’oceano il ghiaccio dell’Antartide occidentale, contribuendo pertanto all’innalzamento dei livelli del mare».

«Sotto l’ampia calotta ghiacciata dell’Antartide sono stati scoperti circa 150 laghi, sui quali finora si sa molto poco. Entrare nel lago è una sfida tecnologica enorme, ma ne vale
la pena. I laghi sono importanti per una serie di motivi. Ad esempio, poiché l’acqua funge da lubrificante per il ghiaccio superiore, tali specchi d’acqua potrebbero influire sullo
scivolamento degli strati ghiacciati. Il loro potenziale in termini di forme di vita insolite potrebbe gettare nuova luce sull’evoluzione della vita in condizioni estreme; i sedimenti del fondo
lacustre potrebbero fornire informazioni essenziali sul clima passato. Possono inoltre aiutarci a comprendere l’ambiente extraterrestre di Europa (una delle lune di Giove)», ha affermato
il professor Siegert.

Per maggiori informazioni consultare:
http://www.geos.ed.ac.uk/research/ellsworth/
http://salegos-scar.montana.edu/