La selezione Bellavista della vendemmia 2012 sarà il vino dei brindisi che inaugureranno la stagione teatrale 2017-18 del Teatro alla Scala di Milano. In cartellone, per la prima, il 7 dicembre, c’è il melodramma “Andrea Chénier” di Umberto Giordano” e il millesimo 2012 di Bellavista si presenta con una veste che rende omaggio al genio poetico che pervade tutta l’opera.

Così, l’azienda franciacortina ha scelto le parole “Poesia è libertà” per ricordare l’intensità di un autore che fu amato da Giuseppe Verdi e apprezzato da Gustav Malher.

È un Franciacorta intenso, luminoso e piacevolmente fresco, grazie alle uve raccolte mature. Che, come avviene dal 2004, la bottiglia che Bellavista dedica al Teatro alla Scala, viene presentata con un packaging ispirato alla “Prima d’Opera”, che quest’anno riporta all’attenzione del pubblico la figura del poeta della Rivoluzione francese. Ultimo dei classici e primo dei romantici, Chénier ha fatto dei caffè parigini il luogo iconico capace di favorire la libera espressione delle idee generando nuove immagini del futuro.

A questi luoghi fisici, che vivono anche in virtù di un “ottimo bicchiere di vino” o di una vista meritevole, è dedicato il “visual” scelto da Bellavista per abbigliare la speciale selezione di vendemmia dedicata alla Scala.

I colori e le forme evocano, infatti, le vetrate del Caffè Procope, tuttora esistente a Parigi e con gli stessi decori del periodo rivoluzionario. Attraverso i tasti di un piano immaginario e le forme di un violoncello, si riporta l’attenzione sul mondo della musica che per Bellavista è da sempre motivo di ispirazione e condivisione di un mondo che dà spazio al sentimento.

La frase “La poesia è libertà”, racchiusa nella bellissima forma di un piano, è sintesi di un solo, luminoso, messaggio: la creazione è un momento poetico che non può vivere imbrigliato o irrigidito in regole ripetitive.

La creazione è fondamentalmente libera e per librarsi ha bisogno di
una componente poetica e di una spontaneità che genera futuro. E fa bene Francesca Moretti, amministratore delegato del gruppo Terra Moretti Vini, a dire che “dedicare un vino alla Scala è un onore, ma anche una grande responsabilità perché La Scala è il luogo dove tutto è perfetto.

Lo diceva Maria Callas e lo può facilmente notare chiunque: all’interno di questo teatro tutto è fatto al meglio e si riconosce ovunque la qualità, l’attenzione ai dettagli e alle sfumature, la tradizione e la cultura che sottendono ogni scelta. Per questo motivo abbiamo scelto di dedicare a questo Teatro ogni Millesimo Brut di Bellavista, per noi l’irripetibile incontro tra lo stile aziendale e la migliore espressione della vendemmia”.

Dal 2004 l’azienda della famiglia Moretti è a fianco del Teatro alla Scala sostenendo con la propria partnership l’incanto di un mondo coinvolgente, pieno di fascino e ricco di melodia infinita. “La Scala merita il sostegno e la considerazione di noi Italiani – prosegue Francesca Moretti – perché ad ogni stagione tiene vivo, modernizzandolo, uno dei prodotti più sofisticati dell’ingegno umano, il Melodramma italiano, ritenuto dai più importanti musicologi del mondo un vero e proprio Patrimonio dell’Umanità. Siamo onorati di avere un ruolo, pur piccolo e marginale, ma pur sempre gioioso e ispirato dalla natura, all’interno di questa grande storia ”.

Alla prima segue la tradizionale cena di gala, allestita come di consueto da Caffè Scala ma alla Società del Giardino, e quest’anno con i piatti firmati dall’oste e cuoco Filippo La Mantia che, ovviamente, saranno accompagnati dai Franciacorta Bellavista (Bellavista Franciacorta Alma Gran Cuvée, Bellavista Franciacorta Brut Teatro alla Scala Vendemmia 2012–Andrea Chénier, Bellavista Franciacorta Nectar demisec ma, anche, il rosso Petra Igt Toscana Alto Vendemmia 2014 e, a fine pasto, Bellavista Arzente Brandy Italiano).

I piatti che preparerà La Mantia sembra che siano ancora un segreto, tranne il risotto, visto che Riso Gallo, azienda leader del riso italiano è fra i sostenitori del teatro meneghino, ha fatto sapere che sarà “presente” alla cena della Prima Scaligera del 7 dicembre, con il riso gran riserva Gallo. E, così La Mantia è stato “costretto” a rivelare che insieme al Bellavista, l’altro grande protagonista della cena della prima, sarà “il Risotto Gran Riserva Gallo al brodo di cappone, con marroni e
cacio fresco”, con il riso maturato un anno (annata 2016).

“Ho pensato questa ricetta leggendo un po’ la trama dell’opera ed un po’ l’ambientazione del periodo francese. Molti cuochi, appartenenti alle famiglie nobili francesi, si trasferirono in Sicilia inserendosi nelle cucine dei cugini siciliani. Non c’era aristocratico nel Regno delle Due Sicilie che non avesse nella buia, umida, ampia cucina un “cuoco” francese detto ‘monsu’, dal francese monsieur. Furono loro a mischiare le loro raffinatezze francesi a prodotti e piatti tipici siciliani.

Ovviamente ho reinterpretato alcune ricette realizzate da loro in periodi storici come l’800, il Risotto Gran Riserva Gallo al brodo di cappone, con marroni e cacio fresco è uno di questi”, ha detto il cuoco siciliano. Mentre Carlo Preve, amministratore delegato di Riso Gallo dice che “siamo molto felici di proseguire la collaborazione con il Teatro alla Scala, grande eccellenza del nostro Paese e rappresentanza della cultura musicale Italiana nel mondo.

Per Riso Gallo, da sempre ambasciatore del risotto nel Mondo, è una grande occasione per omaggiare Milano, patria del risotto con una creazione realizzata ad hoc per la serata”. Tant’è che gli ospiti della cena riceveranno in regalo una preziosa cuvette, un’edizione speciale legata a questa iniziativa e prodotta in soli 500 pezzi numerati, racchiusa in prezioso rosso Scala.

Anche per il secondo piatto, a quanto è dato di sapere, l’influenza siciliana sarà notevole. Tant’è vero che La Mantia, dalla ricetta del falsomagro eliminerà il maiale nella farcia che preparerà con mollica di pane, pomodorini secchi tritati, capperi, olive, pollo tritato e uova sode come nella più stretta tradizione siciliana. La cena sarà completata da una ratatouille, «simile alla mia caponata invernale», e da un mini panettone a forma di albero di Natale.

Dopo la sublime musica di Umberto Giordano, a completare l’opera ci penseranno i tintinnii dei calici pieni di Franciacorta Bellavista.

Michele Pizzillo
Newsfood.com